Sport News – SportH24 » Ciclismo » Applicazione della psicologia dello sport nel ciclismo

Applicazione della psicologia dello sport nel ciclismo

by admin on giovedì, marzo 9th, 2017

In sport come il ciclismo sono molte le varianti che contribuiscono ad ottenere risultati positivi, tra questi sicuramente troviamo: la forza fisica dell’atleta, il tipo di bicicletta che viene usata, l’abbigliamento per mountain bike e la mente dell’atleta che risulta essere fondamentale per arrivare alla vittoria.

La psicologia dello sport, che studia il ruolo che il cervello ha nella prestazione sportiva, risulta essere una parte fondamentale in sport di fatica come può essere il ciclismo.

Il compito della psicologia dello sport è quello di analizzare quelli che sono i fattori che possono influenzare la prestazione dell’atleta e cercare quindi di comprendere le motivazioni di una determinata reazione dell’atleta in uno specifico periodo della gara.

Tra i sintomi più comuni che vengono studiati dalla psicologia dello sport troviamo: l’ansia, il sovraccarico emotivo, la paura di sbagliare e per quello che riguarda i giovani anche le dinamiche familiari e il comportamento dei genitori.

In uno sport come il ciclismo la mente influisce fortemente, infatti per l’atleta rimanere concentrati risulta essere complicato visto che mente si può far trasportare dai pensieri e basta un secondo di distrazione per perdere una gara o rischiare una crisi per un eccesso di foga.

La mente può influire sulla nostra prestazione perché i nostri pensieri sono frutto di processi interiori e del nostro stato d’animo e questo in caso in cui produciamo stati come ansia e paura va fortemente ad influire su quelle che sono le nostre prestazioni e l’obiettivo della psicologia dello sport è quello di far concentrare l’atleta su pensieri positivi che vanno ad aumentare la motivazione e quindi influiscono positivamente sulla nostra prestazione.

Il processo di autoregolamentazione

Tra i processi che vengono più usati della psicologia dello sport troviamo quello dell’autoregolamentazione dove l’atleta deve fare una retrospezione analizzando quelli che sono le sue emozioni e valutare l’influenza che hanno queste sulla prestazione.

Questo processo prevede tre fasi:

  • Obiettivi personali: dove voglio arrivare e in che modo voglio farlo. L’atleta si deve porre un obiettivo che vuole raggiungere preferibilmente di alto livello, poiché questo processo ha un forte impatto sui nostri pensieri e obiettivi troppo semplici ci fanno perdere entusiasmo
  • Efficacia: la convinzione di sapere fare un determinato compito e raggiungere quindi l’obiettivo finale prefissato
  • Aspettativa: l’idea che la nostra mente si è fatta del modo in cui dovremmo raggiungere quelli che sono i nostri obiettivi e in quanto tempo. I risultati ci aiuteranno a comprendere quali sono le nostre capacità e variare quindi la nostra aspettativa. In caso di fallimento c’è il rischio che l’aspettativa crolli quindi è molto importante comprendere prima la massima aspettativa che si può raggiungere.

 

Share on Facebook
Share on Twitter

Leave a Reply