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Basket NBA: dopo il Draft partono gli scambi

by admin on sabato, giugno 30th, 2012

Se la grande vincitrice del Draft NBA 2012 sono stati i New Orleans Hornets, capaci di prendere Anthony Davis (al numero uno non era una sorpresa) e Austin Rivers (arrivato al numero dieci dove nessuno pensava di trovarlo), appena finita la frenesia delle scelte dono partiti gli scambi e in prima fila si sono messe Dallas Mavericks, Utah Jazz e Los Angeles Clippers. Tre squadre dell’Ovest che, nell’ultima stagione, anche se per motivi diversi, non hanno ottenuto i risultati che avrebbero voluto e che si sono ritrovati animati da esigenze diverse.

Dallas ha una squadra vecchia e costosa, così voleva liberarsi di qualche contratto pesante, i Clippers di Chris Paul e Blake Griffin sono giovani ed hanno bisogno di esperienza: ecco allora che si concretizza un doppio ritorno per Lamar Odom (nella foto), sbarcato nella NBA proprio ai Clippers e protagonista di molti successi a Los Angeles sponda Lakers, che il prossimo anno farà da chioccia ad un gruppo con tanta gioventù e tantissimo talento. Dallas si libera di un contratto pesante ricevendo una ‘trade exception’ da oltre 8 milioni di dollari per mettere sotto contratto qualche altro giocatore, e saluta un giocatore che non ha mai amato, con cui i rapporti si sono  interrotti a stagione in corso, quando Odom è stato accusato di pensare più agli impegni televisivi con la moglie, una delle tante e insulse rappresentanti della famiglia Kardashian, che non alla pallacanestro.

E gli Utah Jazz: anche la formazione dello stato dei mormoni ha puntato su un cavallo di ritorno, richiamando Mo Williams che, nelle ultime stagioni, aveva strabiliato a Cleveland meritandosi anche una chiamata per l’All Star Game prima di sbarcare a Milwaukee. I Jazz hanno così messo sotto contratto la point guard che volevano e la alterneranno con Devin Harris.

Ora si attendono le mosse di altre squadre come i Brooklyn Nets che vorrebbero trattenere Deron Williams e sognano Dwight Howard, oppure i Lakers asfissiati da un salary cap che non li fa muovere. Gli unici tranquilli, più o meno, sono Heat e Thunder, protagonisti dell’ultima finale, che non dovrebbero perdere nessun pezzo pregiato. Miami sta anzi cercando qualche veterano di lusso (Ray Allen per esempio) con cui diventare ancora più forte.

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