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Basket NBA: le emozioni della notte e una super Top 10!

by admin on giovedì, aprile 5th, 2012

Difficile decidere da dove cominciare a raccontare la splendida notte di match NBA ma noi un consiglio ve lo diamo. Prima di leggere guardate il video delle dieci migliori azioni della notte e, se vi piacciono le schiacciate, saltate subito alle prime due posizioni che appartengono allo stesso giocatore: Blake Griffin.

Ora iniziamo a parlare della notte che ha visto scendere in campo quasi tutte le squadre. Diamo la precedenza ai giocatori di casa nostra, solo Belinelli e Bargnani visto che Gallinari è ancora infortunato, che hanno chiuso con due vittorie.

Ancora strepitoso il Mago Bargnani che, con 24 punti e 5 rimbalzi, ha guidato Toronto ad un successo nettissimo (99-78) e difficile da pronosticare contro Philadelphia. Terza vittoria di fila per i Raptors, ormai fuori dai giochi playoff ma decisi a chiudere bene questa stagione che, senza l’infortunio di Bargnani, li avrebbe forse visti in lizza per l’ottava posizione ad Est. Per il blitz sul campo dei 76ers è stato decisivo il pivot italiano ma soprattutto la difesa che ha concesso appena 22 punti nel secondo tempo a Iguodala e compagni. Dominio anche a rimbalzo per i canadesi che vogliono togliersi qualche soddisfazione da qui alla fine della stagione regolare. Bargnani ha realizzato 9 punti nel primo quarto ed ha continuato a colpire per tutta la gara; dopo il 56-55 76ers del primo tempo, il match è totalmente cambiato nelle ripresa, Phila non segna più, Bargnani invece è implacabile, ben innescato da Calderon, e così Toronto centra un tris che mancava da un anno e mezzo.

Bene anche New Orleans ma poco spazio per Belinelli, in un reparto guardie che ha visto il ritorno in campo di Eric Gordon dopo tre mesi di stop. Gli Hornets hanno sconfitto 94-92 i Denver Nuggets (sempre privi di Gallinari ormai prossimo al rientro) e il bolognese ha messo a bersaglio cinque punti in appena 18’ sul parquet, segno che le gerarchie di coach Williams prevedono solo minuti dalla panchina per l’azzurro che viene considerato il cambio dell’ex Clippers. Determinante per la formazione della ‘Big Easy’ la prestazione di Ariza e la solidità a rimbalzo di Kaman, inutili per i  Nuggets l’ottima prova di Lawson (22) e la potenza sotto i tabelloni di Faried (anche lui nella top ten).

I riflettori della notte NBA erano però centrati su altre gare di altissimo livello: i Miami Heat hanno superato 98-93 gli Oklahoma City Thunder grazie ad un Lebron James da 34 punti, 7 rimbalzi e 10 assist che ha vinto la sfida nella sfida con Durant (30 punti e alcuni salti pazzeschi, come dimostra la top ten). Per essere una gara della regular season la tensione era quella dei playoff e non è escluso che questi due team si ritrovino a fine anno per la serie che assegnerà il titolo. Miami è partita male ma poi ha recuperato, reggendo l’impatto fisico dei Thunder e tirando benissimo i liberi.

Grandi emozioni a Boston dove Paul Pierce ha fallito allo scadere il tiro che sarebbe valso la vittoria contro San Antonio. Gli Spurs si sono imposti 87-86 con la soluta grande distribuzione di punti e un Duncan lottatore sotto i tabelloni (16 rimbalzi), ma hanno dilapidato un vantaggio enorme (55-38) rischiando seriamente uno stop che sarebbe stato pesante nella corsa al primato ad Ovest, dove stanno lottando con i Thunder.

Altro match attesissimo il derby di Los Angeles che ha visto i Lakers della strepitosa coppia Bynum-Bryant (rispettivamente 36 e 31 punti) avere la meglio per 113-108 sui Clippers. Ottimo primo tempo dei Lakers, gialloviola apparentemente in controllo nel terzo periodo (88-73) poi la rimonta dei Clippers con Paul scatenato (suo il pareggio a quota 102). Il canestro decisivo, manco a dirlo, è di Kobe che piazza il +4 a 24” dalla fine e va in panchina facendo il gesto dell’aeroplanino. Non si scherza nemmeno qui, i playoff sono già una realtà.

Fra le altre gare importante successo di Dallas su Memphis (95-85) con Nowitki (23 e 10 rimbalzi) e Marion (16) sugli scudi. Ai Grizzlies stavolta non bastano Mayo (17) e Gasol (10+10). Phoenix fa suo un delicato scontro diretto per l’ottava piazza a Ovest, superando 107-105 gli Utah Jazz che, ancora una volta, segnano un canestro quando il tempo è scaduto da pochi decimi. Decisivo così il bersaglio di Nash per una squadra che sta ritrovando il Michael Redd dei tempi di Milwaukee; per i Jazz bene Millsap e Miles ma la sconfitta subita potrebbe pesare nella corsa ai playoff.

A proposito di Milwaukee, i Bucks hanno piegato Cleveland con Monta Ellis in evidenza (30 punti) e ora inseguono da vicino New York per l’ultima posizione ad Est. Più tranquilla Indiana che, grazie a Granger (20) e Collison (17 e 11 assist) ha vinto senza affanni a Washington, con gli Wizard costretti a fare a meno di Nene e Booker ma con il solito contributo di Crawford (28).

Sul velluto Atlanta che si è sbarazzata in scioltezza di Charlotte, ormai rassegnata al ruolo di peggior squadra della NBA. Hawks sempre in controllo della gara con Smith (24) e Teague (17 e 6 assist), Bobcats incapaci di reagire e di avvicinare quota dieci vittorie stagionali che resta un miraggio.

Ad Ovest vincono infine anche Golden State (97-94 con Minnesota) grazie a David Lee che fa meglio di Kevin love (31 punti contro 29), e Portland, sospinto da Aldridge (24) nel match casalingo contro i New Jersey Nets, privi di Deron Williams per problemi di stomaco ma con un Humphries da doppia-doppia (21 e 11 rimbalzi).



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