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Calcio: il ‘gran rifiuto’ di Donnarumma dimostra poca Maturità?

by Glauco Antoniacci on giovedì, luglio 6th, 2017

Il nuovo tormentone è: ha fatto bene o ha fatto male?
Chi? Gianluigi Donnarumma, anni 18 e mezzo, maturando che non vuole maturare.
Proviamo ad essere più chiari: il giovanotto, portiere del Milan, è ormai prossimo al rinnovo per sei milioni di euro a stagione e cinque anni. Un contratto che sistemerà lui e il fratello (strapagato solo per far contento il baby fenomeno).
E allora? C’è un piccolo inconveniente, vale a dire la Maturità che “Gigio” come lo chiamano tutti avrebbe dovuto sostenere per diventare ragioniere in un Istituto paritario di Vigevano. Donnarumma avrebbe dovuto presentarsi da privatista e, per lui, era stata sospesa un’intera sessione d’esame e bloccati i lavori della commissione, concedendogli di sostenere le prove suppletive che di solito sono organizzate per chi ha problemi di salute o forti impedimenti.
Con la prospettiva di trovarsi il portafoglio pieno di soldi, Donnarumma ha deciso che del titolo di studio non poteva fregargliene di meno e così, alla faccia di tutti, se n’è andato a Ibiza con buona pace di chi lo aspettava sui banchi.
Le reazioni sono state tantissime e quasi tutte negative nei confronti del giovane atleta: dagli studenti, alla Commissione d’esame fino al Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, tutti hanno espresso dispiacere e condanna per la decisione di Donnarumma che svilisce il lavoro di tante persone e l’importanza dello studio.
Ognuno può pensare quello che ritiene più giusto, siamo convinti che tanti ragazzi, di fronte ad un contratto da sei milioni di euro annui, snobberebbero la scuola come ha fatto lui, ma è anche vero che i calciatori sono dei modelli per tanti ragazzi e il messaggio che ha inviato non è dei migliori.
Se si prendono degli impegni è giusto rispettarli e uno come Donnarumma, che è un professionista, dovrebbe saperlo bene. La Maturità è un impegno che il portiere rossonero avrebbe dovuto rispettare come fecero in passato altri giocatori considerati dei ‘bad boys’ (Balotelli ad esempio) e soprattutto avrebbe dovuto avere rispetto per il lavoro e la fatica di tante altre persone (gli altri 57 candidati) che, ciascuno per sè, avranno avuto problemi con cui fare i conti.
Speriamo almeno che questa esperienza e le critiche che sta ricevendo lo facciano crescere nella direzione di quella maturità che non ha voluto prendere sui banchi.

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