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Calcioscommesse, quando il gioco si fa duro…

by admin on lunedì, Apr 2nd, 2012

 

E’ stata una giornata lunghissima, una delle più buie e delle più importanti nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse. E la sensazione, anzi la certezza, è che i vari filoni delle indagini portate avanti dagli inquirenti, possano riservare ancora molte e sgradite sorprese.

I colpi di scena arrivati tra ieri e oggi si sono incentrati tutti sulla figura di Andrea Masiello, giocatore attualmente all’Atalanta ma indagato per episodi avvenuti quando indossava la maglia del Bari. Il Gip della città pugliese, Giovanni Abbattista, ha disposto il carcere per Masiello, ritenuto “leder indiscusso e capo carismatico” di un’associazione per delinquere che si è potuta avvalere del “contributo vitale di alcuni calciatori”, desiderosi di partecipare alle combine per ottenere “vincite sicure”. Un’accusa precisa e pesante per Masiello che, di fronte al pm, alla fine ha ammesso di aver deliberatamente segnato l’autorete che diede al Lecce il definitivo 2-0 nel derby giocato il 15 maggio 2011 a Bari, con i biancorossi ormai condannati alla retrocessione in serie B.

Un ‘infortunio’ che tale non era e che, secondo le ricostruzioni, avrebbe portato nelle tasche del Masiello qualche centinaia di migliaia di euro. Oltre a Masiello sono stati incarcerati due amici dell’ex capitano del Bari, entrambi scommettitori, ma l’indagine, come si legge ancora nell’ordinanza del Gip, ha portato alla luce un sistema “sicuramente operativo nel corso delle ultime due stagioni del campionato di calcio nazionale di serie A che vede coinvolti calciatori professionisti della squadra barese e un nugolo di altri individui – ristoratori, gestori di centri di raccolta di scommesse su eventi sportivi e faccendieri – a questi vicini”.

Pare addirittura che alcuni tifosi del Bari abbiano chiesto esplicitamente ai giocatori di ‘truccare’ le partite per guadagnare anche loro qualcosa, una volta diventata sicura la retrocessione della propria squadra in serie B. Nell’ordinanza il Gip non è entrato nel merito di eventuali responsabilità di altri giocatori, anche di squadre diverse rispetto al Bari, ma ha dichiarato “verosimile il coinvolgimento di altri calciatori”.

Tra l’altro Masiello avrebbe fatto i nomi di Simone Pepe e Leonardo Bonucci, entrambi in forza attualmente alla Juventus ma, all’epoca dei fatti, giocatori di Udinese e Bari. Pepe è stato citato nell’interrogatorio del 24 febbraio a proposito della combine in Udinese-Bari risalente addirittura al campionato di calcio 2009-2010, finita 3-3, e Masiello ha affermato che Pepe si sarebbe rifiutato di partecipare alla ‘pastetta’. Più tradi spunta il nome di Bonucci: “In seguito alla proposta del ristoratore Nicola De Tullio (soldi per terminare la partita con tanti gol, ndr) parlai negli spogliatoi con quattro miei compagni di squadra: Nicola Belmonte, Salvatore Masiello, Leonardo Bonucci e Alessandro Parisi, i quali si erano mostrati disponibili a portare a termine la partita con tanti gol”.

Secca la risposta di Bonucci data agli stessi inquirenti: “La settimana prima della partita ero stato lontano dalla squadra in quanto convocato in Nazionale. Escludo categoricamente di aver ricevuto queste proposte”.

E oggi il Lecce ha smentito categoricamente qualsiasi coinvolgimento in questa storia. Una vicenda che, purtroppo, è appena agli inizi.

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