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“Dovrebbero pagarci per giocare le Olimpiadi”. E scoppia la polemica

by admin on giovedì, aprile 12th, 2012

Altro che De Coubertin e il suo motto “l’importante è partecipare”. Altro che dilettantismo. L’apertura dei Giochi Olimpici anche ai professionisti ha certamente portato spettacolo e tanti campioni, ma mai come in questi giorni ha acceso le vibranti polemiche tra chi è favorevole e chi è contrario.

La miccia è stata innescata da due cestisti americani, stelle della NBA, al secolo Ray Allen e Dwyane Wade: il primo, guardia dei Boston Celtics, e il secondo, stesso ruolo ma per i Miami Heat, hanno detto una cosa molto semplice ma dal potere detonante incredibile: “Per giocare le Olimpiadi i giocatori dovrebbero essere pagati”.

Apriti cielo e giù polemiche vibranti. Un insulto allo spirito olimpico o una richiesta legittima? Una bizza da star o un tema importante da trattare? Secondo Allen, che non sarà in ogni caso a Londra 2012, il problema è che i giocatori, soprattutto quelli che faranno i playoff, avranno appena due settimane di riposo e forse bisognerebbe dare qualche incentivo in più, di natura economica appunto. Wade è stato più esplicito ed ha parlato dei grandi interessi che ruotano intorno alle Olimpiadi, dicendo che i giocatori non hanno accesso a questi soldi e che invece dovrebbero esserne messi a parte. Wade, protagonista con la maglia degli Stati Uniti sia nel 2004 che nel 2008, ha poi corretto leggermente il tiro dichiarando che l’orgoglio e l’amore per il suo paese rappresentano incentivi migliori di qualsiasi cifra in denaro. Forse perché diversi giornali si erano scagliati contro di lui, rimproverandolo di dimenticare tutti quegli atleti che partecipano alla rassegna a cinque cerchi e guadagnano molto meno di lui.

Al di là della questione specifica, il punto resta lo stesso: le Olimpiadi devono rimanere qualcosa a sé stante o anche loro devono rispecchiare la realtà di uno sport in trasformazione senza necessariamente andare verso tempi migliori? Il dibattito è aperto…

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