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La Swindon Town ingaggia un ex galeotto e scoppia la polemica

by admin on giovedì, maggio 24th, 2012

Lo Swindon Town è nuovamente al centro di una bufera; poche settimane fa le accuse rivolte al manager, il nostro Paolo Di Canio, chiamato in causa da un suo ex giocatore per presunti insulti razzisti, adesso invece l’ingaggio di un giocatore con, alle spalle, una storia personale e giudiziaria davvero assurda.
La notizia, riportata dal sito corriere.it e già al centro di un grande dibattito in Inghilterra, è questa: il club calcistico da poco promosso in League One, ha deciso di offrire un contratto per la prossima stagione a Lee McCormick, professione portiere, reduce da tre stagioni di inattività per…detenzione in carcere!
McCormick, ex estremo difensore del Plymouth, è stato infatti condannato a sette anni e quattro mesi di reclusione per aver travolto con la sua auto una famiglia, aver provocato la morte di due bambini di 10 e 8 anni ed aver causato l’invalidità permanente del padre. In pratica una famiglia distrutta per un incidente dovuto alla folle velocità e ad un tasso alcolemico elevatissimo.
McCormick stava rientrando da matrimonio di un suo compagno di squadra ed era ubriaco fradicio; il suo comportamento ha distrutto la famiglia Peak ma gli è valso una condanna considerata da molti come troppo lieve. In base alla legge inglese, inoltre, dopo circa tre anni gli è stato concesso il regime di semi-libertà e McCormick ha ricevuto l’offerta di tornare almeno ad allenarsi proprio con lo Swindon Town.
Adesso la proposta di un contratto che ha scatenato proteste vibranti: in prima fila ovviamente la famiglia colpita dall’incidente che non ha potuto fare a meno di notare che l’assassino potrà tornare a fare ciò che più gli piace dopo appena tre anni mentre due vite sono state spezzate senza appello.
Il presidente della società britannica, Jeremy Wray, si è difeso dicendo che McCormick ha scontato il suo debito con la giustizia (meno di quattro anni per due bambini morti? E poi ci lamentiamo dell’Italia…) e che ha diritto ad essere reinserito nella vita civile. I tifosi del suo club però si sono spaccati a metà, tra chi è d’accordo con il suo ingaggio e chi invece vorrebbe che venisse tenuta in considerazione anche la persona che c’è dietro al giocatore.
Il dibattito è acceso e ancora una volta tira in ballo una società che, a quanto pare, non riesce a tenersi lontana dai guai.

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