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L’azienda calcio va verso il fallimento?

by admin on giovedì, marzo 29th, 2012

Diciannove su 107 corrisponde a meno del 18%. Sono i club del calcio professionistico che hanno chiuso l’ultimo anno con un utile e non con un passivo.

L’azienda calcio fa acqua da tutte le parti, nell’ultima stagione sono stati accumulati ulteriori 428 milioni di euro di debiti e il quadro non accenna a migliorare: il rosso relativo alla sola serie A supera i due miliardi e mezzo di euro, i debiti sono sempre più alti e le società fanno fatica a far fronte alle spese con i ricavi. Quest’ultimo capitolo ha delle voci in costante perdita, tipo quella degli incassi al botteghino visto che gli stadi, diventati ormai cattedrali nel deserto, sono sempre più vuoti. Non ingannino i pienoni di alcune occasioni speciali, i dati presentati dal ‘Report Calcio’, elaborato dal Centro Studi, Sviluppo e Iniziative speciali della Figc, rappresentano una fotografia dell’intero sistema calcio dalla A fino alla Seconda Divisione e sono impietosi. Se infatti nella massima serie il calo di spettatori è di circa il 2,4% e in serie B si attesta sul 3,2%, più drammatica è la situazione in Prima (-11%) e in Seconda Divisione (-20%) dove forse si paga anche l’assenza ormai reiterata di qualche piazza storica che sapeva portare pubblico in grande quantità.

A tenere in piedi molte società sono i soldi delle televisioni ma è una risorsa che non è più munifica come qualche tempo fa e allora sorge un problema: se i ricavi restano bassi e non vengono adottate politiche di riduzione dei costi, che fine faranno molte società che già adesso annaspano con l’acqua alla gola?

La situazione è seria ed anche in molti altri paesi europei ci sono problemi simili. Il calcio, insomma, ha bisogno di una svolta perché non sempre arriva l’Abramovich o lo sceicco arabo di turno a salvare la baracca.

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