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Paralimpiadi: giornata d’oro con Legnante e Zanardi

by admin on mercoledì, settembre 5th, 2012

Già sei medaglie d’oro contro le quattro di Pechino. E tante altre medaglie sia d’argento che di bronzo. Mancano ancora molte gare alla conclusione delle Paralimpiadi di Londra 2012 eppure il bilancio della spedizione azzurra è già eccezionale. Nei giorni scorsi ci eravamo esaltati per le prodezze in piscina di Cecilia Camellini (due ori e un bronzo) o per la splendida medaglia del portabandiera Oscar De Pellegrini, oro nel tiro con l’arco. Avevamo incassato anche qualche delusione come l’eliminazione della nazionale di basket in carrozzina, non all’altezza delle aspettative, ma gli applausi si erano sprecati per tutti questi atleti e queste atlete da cui ci sono arrivati messaggi di vita ben più preziosi delle medaglie.

Oggi il tricolore è risuonato ben due volte, grazie a personaggi che, prima di essere atleti paralimpici, sono stati grandi sportivi fra i cosiddetti ‘normodotati’ ma hanno dovuto fare i conti con gli imprevisti della vita.

Assunta Legnante, più volte campionessa italiana del getto del peso, è stata colpita da una malattia che le ha fatto perdere quasi completamente la vista ed a Londra ha gareggiato prima nel disco, poi nel peso, categoria F11/12. La classe e la determinazione non sono state minimamente intaccate dal suo problema fisico e la bordata a 16,74 metri che ha saputo scagliare le è valsa un oro straordinario e il record del mondo nella sua categoria. Qualche ora dopo, sulla pista di Brands Hatch che lo aveva visto correre al volante di auto velocissime, Alex Zanardi (nella foto) ha trionfato nella cronometro della handbike H4, precedendo il tedesco Mosandl e l’americano Sanchez. Dopo il gravissimo incidente in pista che gli aveva fatto perdere entrambe le gambe, Zanardi non si è mai pianto addosso, anzi si è tuffato nel suo nuovo sport con la stessa grinta di sempre e la voglia di correre veloce. Questo oro olimpico, come quello ottenuto da tutti gli altri nostri portacolori, è un premio per la fatica, il lavoro, l’impegno quotidiano, ma anche un parziale risarcimento per le tante difficoltà extra che tutti loro hanno dovuto sempre incontrare a causa della nostra ignoranza e dei nostri pregiudizi. Sono atleti da applaudire e persone da ammirare.

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