Sport News – SportH24 » Paralimpiadi » Paralimpiadi: un’edizione super che deve far riflettere

Paralimpiadi: un’edizione super che deve far riflettere

by admin on lunedì, settembre 10th, 2012

Dieci medaglie in più, una scalata poderosa nel medagliere, un bilancio che nemmeno il più ottimista avrebbe previsto alla vigilia e la soddisfazione di essere andati meglio degli Azzurri olimpici (e di essersi lasciati alle spalle la Francia…).

Gli atleti paralimpici italiani hanno modo di celebrare una rassegna, quella di Londra 2012, che rimarrà nella storia per un bottino complessivo (28 podi) che ha collocato la nostra spedizione al tredicesimo posto assoluto nel medagliere, contro le ‘sole’ 18 medaglie di Pechino 2008, quando l’Italia finì 28esima a livello mondiale.

Una specie di boom propiziato da alcuni esordi con il botto come quello di Alex Zanardi (due ori e un argento nella staffetta della handbike) o della lanciatrice del peso Assunta Legnante (oro con metri di vantaggio), ma anche da personaggi giovanissimi come la nuotatrice Camellini (due ori e due bronzi) o la velocista dell’atletica Oxana Corso che si è portata a casa due argenti. Accanto a loro conferme pesanti come quella del portabandiera nella cerimonia inaugurale, Oscar De Pellegrin (nella foto), che ha centrato l’oro nel tiro con l’arco.

Lo stesso numero di medaglie ottenute dall’Italia all’Olimpiade di poche settimane fa, con una piccola differenza (nove ori, otto argenti e undici bronzi paralimpici contro otto ori, nove argenti e undici bronzi olimpici) ma con tanta soddisfazione in più per un salto di qualità che, tuttavia, non significa certo che il nostro paese sia diventato improvvisamente sensibile alle disabilità.

I campioni che ci hanno fatto emozionare in queste giornate a cinque cerchi vivono spesso situazioni di disagio nella vita quotidiana per le barriere architettoniche con cui devono fare i conti, molti giovani con disabilità vorrebbero fare sport ma non hanno centri in cui potersi allenare e restano confinati nelle mura domestiche senza possibilità di soddisfare la propria passione.

Al di là delle medaglie e delle luci della ribalta, servirà ora raccogliere i frutti di questo improvviso interesse per la disabilità e fare in modo che, con la posizione nel medagliere, cresca anche l’attenzione ai bisogni di chi ha più bisogno.

Share on Facebook
Share on Twitter

Leave a Reply