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Pochi secondi che cambiano la storia: un cucchiaio mette ko l’Udinese

by admin on mercoledì, agosto 29th, 2012

Dicesi ‘rigore a cucchiaio’ quella cosa che, se riesce, ti trasforma in un eroe ma, se fallisce, ti fa diventare improvvisamente un coglione.

“M’avete preso per un coglione…no, sei un eroe…” come nel film L’allenatore nel pallone con Lino Banfi, un cult per gli appassionati della comicità all’italiana, un pilastro della risata che ha vissuto uno sciagurato tentativo di imitazione ma che rimane unico nel suo genere. Al centro di questa nuova dicotomia tra eroe e coglione è Maicosuel, giovane attaccante dell’Udinese che, con il suo rigore a cucchiaio, facilmente neutralizzato dal portiere del Braga, ha di fatto condannato la sua squadra a rimanere ancora una volta fuori dalla Champions League.

Intendiamoci, non è solo colpa sua visto che, in precedenza, c’erano stati novanta minuti in Portogallo e ben centoventi in Friuli, durante i quali l’Udinese è stata in vantaggio a lungo ma non ha saputo chiudere i conti. Dopo l’1-1 sul campo del Braga, alla squadra di Guidolin sarebbe bastato lo 0-0 casalingo ma i bianconeri si erano portati avanti grazie ad un colpo di testa di Armero nel primo tempo e sembravano in grado di gestire il match, malgrado la reazione dei lusitani fermata in diverse circostanze dagli ottimi interventi di Brkic. A venti minuti dalla fine, dopo che anche l’Udinese aveva fallito i palloni del 2-0, una dormita della difesa ha consentito a Ruben Micael di pareggiare esattamente il punteggio dell’andata e a nulla sonno serviti i supplementari.

L’ingresso nella fase a gironi della Champions League si è così deciso ai rigori e l’unico errore è stato quello di Maicosuel che, a differenza di Pirlo nella semifinale degli Europei contro la Germania, ha visto il suo cucchiaio neutralizzato facilmente da portiere ospite Beto. Una beffa atroce per i tifosi e un’amarezza difficile da buttare giù per Guidolin che, a fine partita, ha sottolineato le difficoltà nel dover ripartire ogni anno senza elementi fondamentali e si è detto pronto ad assumersi le proprie responsabilità. Speriamo non sia la fine della favola bianconera, una società che, da diversi anni rappresenta un modello da seguire per chi vuole abbinare risultati brillanti e bilanci in regola.

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