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Roger Federer torna re di Wimbledon e del tennis

by admin on domenica, luglio 8th, 2012

Quando deciderà di appendere la racchetta al chiodo ci mancherà, di sicuro. Perché Roger Federer è tra i pochi esponenti rimasti di una razza in via di estinzione, quella dei giocatori di tennis che sanno fare tutto.

Né ‘pallettari’ come si diceva negli anni ’90, né rigidi applicatori del ‘serve and volley’: lo svizzero ha classe come pochi e lo ha confermato oggi, nella finale di Wimbledon che gli ha regalato il settimo trofeo della sua carriera nel torneo più ricco di fascino e storia. Sette come i successi di Pete Sampras, un capolavoro che lo ha riportato al numero uno mondiale dopo due anni, segno che il tempo passa ma la classe resta.

In finale ha sconfitto lo scozzese Andy Murray in quattro set, dimostrando anche capacità di soffrire e di tenere i nervi saldi dopo che il beniamino di casa si era aggiudicato il primo parziale per 6-4. Si sa che la rivalità tra inglesi e scozzesi è accesa e accanita ma i sudditi di Sua Maestà, di fronte ad un’astinenza di finalisti e vincitori che durava da oltre quarant’anni, si sono uniti nel sostenere quel figlio delle Highlands che non sarà un personaggio esplosivo ma è comunque un giocatore solido.

Federer ha portato a casa il secondo set per 7-5, poi ha approfittato dell’interruzione per l’immancabile pioggia che gli ha consentito di recuperare energie (in fondo è sempre un over 30…) e nei due parziali successivi ha pescato a piene mani da un repertorio infinito di colpi di classe.

Volèe, colpi in controbalzo, smorzate, variazioni di ritmo, tutto il campionario insomma: e giù applausi dal pubblico che, nonostante dall’altra parte ci fosse un britannico (non inglese), non ha potuto fare a meno di sottolineare le giocate dell’elvetico con il battito delle mani. Terzo e quarto set sono finiti a Federer per 6-3 6-4 e si è così completato un capolavoro che rappresenta il sugello ad una carriera forse inimitabile, costruita sul talento e non su un gioco costruito in laboratorio.

Per finire in bellezza potrebbe andare a caccia di un’altra medaglia d’oro alle Olimpiadi tra qualche settimana. Dove? Sull’erba di Wimbledon, of course!

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