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Violenza negli stadi: come combatterla?

by admin on giovedì, maggio 28th, 2015

È inutile, si parla sempre di razzismo e violenza negli stadi, vengono chiuse le curve, vengono distribuiti Daspo come se fossero cioccolatini ma nessuno ha ancora proposto e attuato qualcosa di veramente efficace contro chi, ogni domenica rovina dagli spalti lo sport più bello del mondo.

Cosa fare? Come sconfiggere una volta per tutte questi presunti tifosi, che in realtà tifosi non sono?

Visto che nel nostro Paese non si riesce mai a trovare la soluzione giusta in tempo per evitare disagi se non addirittura vittime, potremmo guardare semplicemente agli altri stati europei, che a seguito di tragedie e di situazioni insostenibili, hanno preso delle misure che col tempo si sono dimostrate molto efficaci, portando alla crescita di un calcio pulito e rivolto soprattutto alle famiglie.

Ma quali sono queste misure? Ecco alcuni dati rappresentativi dei Paesi europei a noi più vicini, quelli dove attualmente il calcio funziona e dove i tifosi sono bambini e famiglie che ogni weekend affollano gli stadi.

In Gran Bretagna, dove il calcio fino a qualche decennio fa era minacciato e spesso condizionato dai famosi hooligans, dopo la strage dell’Heysel del 1985, sono stati presi provvedimenti durissimi. Con lo “Sporting Event Act” venne vietata l’introduzione di bevande alcoliche in tutte le strutture sportive, mentre con il “Public Order Act” venne concesso alla alla magistratura di poter interdire la presenza nelle partite di calcio di soggetti violenti e con reati alle spalle, costringendoli all’obbligo di firma in caserma. Dopo la strage di Hillsborough (1989) che costò la vita a 96 tifosi del Liverpool, il primo ministro inglese Margaret Thatcher varò delle leggi atte a risolvere una volta per tutte il problema degli hooligans. Da quel momento tutti quelli che erano stati condannati per reati inerenti al calcio e alle manifestazioni sportive non poterono più entrare negli stadi del Regno Unito e chiunque volesse assistere a una partita di calcio da quel momento in poi ebbe l’obbligo di esibire un documento di riconoscimento. Fu anche creato un reparto speciale della polizia di Scotland Yard che si occupa tutt’oggi di garantire la sicurezza negli stadi. Negli stadi vennero anche tolte tutte le barriere, colpevoli secondo il governo inglese di creare tensioni e suscitare azioni violente da parte degli hooligans. Un altro importantissimo passo compiuto dalla Gran Bretagna fu quello di responsabilizzare le società, affidando loro la proprietà degli stadi e la gestione della sicurezza durante le partite.

Sulla strada della Gran Bretagna, anche in Germania furono prese misure restrittive nei confronti dei tifosi violenti e uno degli aspetti più importanti per la rinascita del calcio tedesco fu la ristrutturazione degli stadi e l’adozione di sistemi di telecamere a circuito chiuso, che permettono ancora oggi di identificare i colpevoli di atti di violenza. Anche in Germania si fa ricorso a servizi di vigilanza pagati dalle società.

Le leggi varate prima dalla Gran Bretagna e poi dalla Germania furono di esempio per molti paesi europei, che posero fine una volta per tutte a episodi di violenza e discriminazione di ogni genere. Anche in Spagna e Francia negli ultimi anni sono state adottate le stesse misure, in particolare in Francia con una legge del 1993 è stata varata una legge contro la violenza negli stadi e in Spagna è stata vietata l’introduzione negli stadi di qualsiasi oggetto che possa trasformarsi in un’arma o che possa creare pericolo, come aste di bandiere, bottiglie ecc.

Come sempre accade in queste situazioni l’Italia è un passo indietro ma siamo fiduciosi nel fatto che presto anche nel nostro Paese si farà qualcosa e il nostro campionato ritornerà ad essere quello che era un tempo, il più bello del mondo.

Fonte: PronosticiSerieA.info: pronostici calcio vincenti di oggi

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